Innovazione: fusione tra passato e futuro

Innovazione: fusione tra passato e futuro

L’innovazione è, temporalmente parlando, il presente, frutto della fusione tra tradizione e aspettativa, rispettivamente passato e futuro. Per tale motivo definire il concetto d’innovazione non è semplice. Numerosi luoghi d’intrattenimento possono essere così catalogati pur mostrandosi in modo del tutto differente gli uni dagli altri.

All’ultimo grido, innovativi, glamour sono tutti quei locali che hanno fatto dell’industrial mood il perno della loro filosofia d’essere: ecco ex capannoni, un tempo cuore pulsante di cartarie, officine meccaniche o stamperie (perfette piattaforme architettoniche dalla struttura nuda che riempiono d’immaginazione gli occhi di visionari interior designers) trasformarsi in suggestivi e teatrali scenari, come nel nuovo locale dello chef Carlo Cracco, appuntamento imperdibile nel cuore della Milano del Salone del Mobile per una cena o un cocktail nel ristorante premiato come il “Best Retaurant” in Wallpaper Magazine Design Awards 2015. Così con “Carlo e Camilla in Segheria”, il tanto bramato chef, alludendo ai coniugi reali d’Inghilterra, fa riferimento a se e a Tanja Solci, socia insieme a Nicola Fanti, e proprietaria della location, una segheria appunto. Raffinati lampadari in cristallo, illuminati e riflettenti una luce proveniente da proiettori posti in alto, vengon giù da altissimi soffitti, sottolineando un sapiente contrasto con il pavimento in resina circondato da pareti in cemento lasciato grezzo e lunghissimi tavoli, circa 25 metri, vengono apparecchiati con teli di carta e tovaglioli disegnati dall’artista Gianluca Biscalchin e ceramiche bon ton firmate Richard Ginori. A chiudere il sipario non potevano mancare elementi di design dal nome illustre come Cappellini, presente con due modelli di sedute, la Fronzoni ’64 e la Morrison che si fronteggiano in lunghe fila dedicate rispettivamente una al genere maschile e l’altra a quello femminile.

Tutt’altro genere, ma alla base dello spirito del design innovativo, sono quei locali che hanno incentrato il loro concept su un design dalle linee avveniristiche, in cui materia e luce collaborano con un effetto scenografico sorprendente. Ne è un esempio il “Blue Frog” di Mumbay, progettato secondo un’organizzazione cellulare di cerchi disposti a diverse altezze, in cui sono inseriti i tavoli, tutti collegati tra loro attraverso una pedana che segue un andamento ondulante. Il rivestimento in resina acrilica permette, sotto la luce di proiettori, di cambiare i colori di tutta la pedana, evidenziando le caratteristiche architettoniche del locale.

Il costante scambio culturale a cui oggi attingiamo, fa si che nell’ambito del design innovativo i locali siano l’espressione artistica ottenuta dalla commistione di culture differenti nel tempo e nello spazio, ricollocate in un luogo precedentemente estraneo ma con cui si fondono perfettamente.

Dott.sa arch. Valentina Giuliano



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